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Discarica che non inquina

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maria_bianchi View Drop Down
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    Inviato: 24 Apr 2009 alle 15:59

Ciao tutti!!!

Sono venuta a conoscenza di una nuova tecnologia per la gestione di rifiuti nelle discariche.
Cosa ne pensate?
 
 
 
 
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Sinceramente, e parlo da Ing. Ambientale, credo che la tecnologia proposta sia difficilmente realizzabile così come mostrato nel link. Ed in più non porta niente di nuovo, visto che le prerogative di funzionamento sono già da tempo acquisite e poco utilizzate perché troppo costose e troppo poco efficienti.

In pratica, IBIT (così si chiama questa nuova tecnologia), non fa altro che attivare reazioni aerobiche (dove c'è ossigeno disciolto) in luogo di quelle anaerobiche (nelle quali si sfrutta ossigeno non direttamente disponibile). Le reazioni aerobiche sono veloci, efficienti e poco fastidiose, mentre le anaerobiche sono lente, comunque efficienti ma maleodoranti (si produce il bio-gas).

Quello che trovo difficile da realizzare è proprio un ambiente aerobico all'interno di una discarica. E' già difficile all'interno di un comodo reattore circoscritto, figuriamoci all'interno di un catino enorme, aperto ed in continua mutazione.

Inoltre, e questo mi rende ancora più perplesso, IBIT necessita non solo di aria ma anche di acqua: in pratica si deve pompare acqua all'interno della discarica, cosa assurda visto il gravoso fenomeno (problematico) del percolato.

Insomma, da come si legge sul sito, si vorrebbe convertire la discarica da sistema di degradazione anaerobico in sistema di degradazione aerobico insufflando aria e pompando acqua. Basta ricordare, però, che per insufflare e che per pompare bisogna spendere un bel po' di soldi (in energia elettrica), poco male se si pensa all'energia ricavabile dal bio-gas, ma, purtroppo, nei sistemi aerobici quest'ultimo è prodotto in quantità molto basse. Senza considerare che bisogna rispettare certi equilibri termici altrimenti alcune famiglie di batteri non potranno essere efficienti. Quindi si spenderanno sicuramente molti soldi per farlo funzionare, senza la certezza di un rendimento soddisfacente.

Beh... cosa dire... a me lascia molto perplesso... ma davvero molto!!

Modificato da InAmbienTe - 29 Apr 2009 alle 09:52
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Rispondo a InAmbiente, facendo da subito la premessa che essendo il soggetto che ha brevettato la tecnologia evidentemente posso avere una visione di parte.
Il sistema IBIT, come correttamente segnalato, si basa essenzialmente sul principio di bioreattore aerobico. Le perplessità in merito alla necessità di un costante apporto di acqua all'interno del corpo rifiuti non solo non comportano un incremento dei quantitativi di percolato prodotto, bensì una loro riduzione di almeno l'80%, fenomeno dovuto ai processi esotermici di biodegradazione nonchè alla temperatura elevata in cui si trova il rifiuto stoccato. La riduzione significativa di percolato è infatti uno dei vantaggi insiti nella tecnologia.
In merito alle legittime perplessità di riuscire ad attivare correttamente ed uniformemente le condizioni aerobiche in discarica, l'osservazione è più che corretta, infatti l'invenzione non è nel processo aerobico, bene noto per diversi ambiti di applicazioni, bensì nel sistema di iniezione di aria, acqua e nutrienti realizzato con un apposito sistema dotato di sonda che si muove a doverse profondità ed è in grado di svolgere questo compito anche nelle condizioni più eterogenee. La novità è pertanto nell'avere realizzato un macchinario in grado di realizzare uniformemente in discarica le condizioni di aerobiosi.
Poi, in merito ai costi, la tecnoogia pur tenendo conto del mancato guadagno derivante dal recupero energetico del biogas, consente di ottenere un risparmio medio di circa il 30% rispetto ad una discarica con gestione tradizionale anaerobica. I vantaggi economici sono sintetizzabili in recupero di volumetria, riduzione dei volumi di percolato prodotto, non necessità di pretrattare il rifiuto.
Tengo a precisare che gli indubbi vantaggi sia ambientali che economici sono non solo un parere dello scrivente, bensì di una verifica tecnico ecnomica eseguita dall'ENEA di Roma e dal Ministero dell'Ambiente http://www.sa-envitech.com/index.php?option=com_docman&Itemid=348&lang=it Un modo per dire in sostanza che fare una discarica a costi contenuti ma nel rispetto dell'ambiente è possibile. Eventuali critiche e osservazioni sono lecite ed apprezzate, ci consentono di spiegare meglio i suoi benefici e sicuramente coglieremo tutti i suggerimenti per apportare le eventuali migliorie possibili.
Ivano Aglietto
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Avere una risposta dal diretto interessato è un ottimo segnale... ma le perplessità rimangono e sono del tutto personali... ovviamente.

E' ovvio che se la tecnologia funziona e risulta efficiacie, potrebbe essere una valida soluzione al problema dei rifiuti da sversare in discarica, io me lo auguro. Anche leggendo il documento segnalato da lei le mie perplessità rimangono: come si può realizzare un sistema aerobico in un enorme catino per niente omogeneo con un grado di permeabilità di O2 molto basso e con una serie innumerevoli di difficoltà di contatto tra rifiuto ed ossigeno? Sono certo che lei la risposta la conosce ma da quello che ho letto questo non traspare.

Le mie perplessità sono di natura tecnologia e non tecnica. In tutti i corsi che ho seguito all'università una simile tecnologia è stata spesso introdotta ma sempre si è parlato di difficiltà di utilizzo, tanto è vero che sistemi del genere venivano ridotti a piccoli impianti circoscritti e a situazioni estreme. Magari il vostro brevetto ha le caratteristiche per adattarsi meravigliosamemente in simili condizioni... ma come?

Sono davvero felice che lei si sia interessato a noi e spero di avere ulteriori segnali in merito. Ne ho anche parlato qui e mi farebbe piacere poter trasformare queste mie perplessità in favorevoli impressioni.
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Come già ho sottolineato, e del resto come anche Lei ha evidenziato, il tentativo di realizzare un bioreattore aerobico in discarica è stato tentato in passato con diverse soluzioni.
Adesso, premesso che la realizzazione di questo concetto consente di avere finalmente una discarica ambientalmente sostenibile, con inoltre un vantaggio economico di tutto rispetto, abbiamo concentrato la nostra attenzione sulla realizzazione del dispositivo che consenta di creare le condizioni di uniformità di distribuzione dell'ossigeno in discarica. Questo è stato fatto con un dispositivo che è costituito in particolare da un sonda di iniezione che si muove lungo la verticale (ed in taluni casi orizzontalmente) della discarica con inieizione ad impulsi con pressione elevate. Facciamo un esempio e confronto.

I sistemi di ventilazione testati in passato sulle discariche lavoravano con iniezione continua, senza possibilità di avere iniziezioni localizzate e differenziate lung la profondità, con portate di circa 30-40 Nm3/h e pressioni di circa 0,2 bar. Con il meccanismo di iniezione IBIT si lavora con portate di 300 Nm3/h e 20 bar. E' chiaro che con queste condizioni cambiano le rese, i raggi di influenza e con 20 bar si è in grado di realizzare delle vere e proprie fratture nel corpo rifiuti, nelle zone più compattate.

C'e tuttavia un'altra domanda su cui occorre riflettere:  l'applicazione del sistema IBIT porta vantaggi all'ambiente ed ai cittadini in quanto ridurrebbe anche il costo della Tarsu, e ovviamente anche al sottoscritto senza fare troppo gli ipocriti. Ma visto come viene gestito oggi il settore smaltimento rifiuto, queste sono premesse sufficienti ad una sua divulgazione???

Ivano Aglietto
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Cosa ne pensate del sistema Arrow-Bio Process. Questa modalità di trattamento meccanico-biologico opera concretamente nell’impianto di Tel Aviv dove tratta 70.000 t/anno. Un simile impianto ha vinto appalti a Sidney e a Perth in Australia ed è stato inserito tra le “best technologies avaiable” da molte municipalità degli Stati Uniti d’America. Questo impianto è l’unico sistema TMB che tratta ad umido i residui che vengono inviati in successione in due cisterne colme d’acqua dove i diversi materiali vengono separati per gravimetria. I materiali biodegrabili (scarti alimentari e cartacei) vengono inviati a digestione anaerobica con alte rese energetiche nella produzione di metano e quindi di energia elettrica. I metalli recuperati e le plastiche eterogenee vengono inviati a riciclaggio. Il “digestato” (cioè il residuo della digestione anaerobica) in Israele viene utilizzato tal-quale per uso agronomico. Mi sembra di capire che, in Europa ciò non sarebbe possibile ed, anche se sottoposto ad una successiva fase aerobica, tuttalpiù potrebbe andare a ripristini ambientali. Comunque, anche non considerando l’utilizzo della frazione organica stabilizzata, le capacità di sottrazione dalla discarica superano il 70% del residuo. Infatti nel processo anaerobico, la materia trattata, arriva a perdere più del 60% del peso iniziale attraverso la fase di fermentazione.

Modificato da StarNiell - 19 Mag 2010 alle 10:26
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Credo che non abbiamo bisogno di discariche,ne abbiamo gia' troppe.Questo sistema è buono la' dove ci sono spazi e gente a cui non da fastidio cio che stai facendo,oppure per costrizioni oggettive come in Israele.Qui occorre una magia che trasformi l'immondizia in risorsa.Io so come fare,ma certamente non lo scrivo qui.
La politica e' la sottile arte di prendere voti dai poveri e finanziamenti dai ricchi promettendo di proteggere gli uni dagli altri.
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Perche' le ecoballe sono ancora li'?La storia nasce agli arbori dei tempi,quando i cani per la prima volta azzannarono un osso.Le ecoballe sono l'osso ed il politico è il cane,un politico se fiuta l'affare non molla neanche se viene il terremoto,e come cane non molla l'osso.Si dovra' decidere cosa fare delle ecoballe e da ingenui che siamo,facciamo proposte ,questo si,quello no,..ma chi veramente dovra farlo pensa il modo migliore di sfruttare la situazione,aldila' dell'ambiente e della gente.Bassolino rifiuto' un termovalizzatore gratis fatto tutto dagli americani,proprio per tenere l'osso fra le fauci.Che se ne fregava dell'ambiente...i treni con le ecoballe partivano regolarmente a costi enormi,e c'era tanto spazio per le piramidi di ecoballe,le discariche colme di veleni,ma l'osso non lo lasciava.La storia si ripete,sono politici ed in quanto tali cani.Non molleranno l'osso finche' non avranno studiato come specularci sopra.Il popolo?Quello dorme,non reagisce,lo abbiamo visto nell'emergenza rifiuti,tutti contenti a guardarsi i roghi senza dire una parola.In altre nazioni ci sarebbero state rivoluzioni,ma da noi no,i politici lo sapevano,erano sicuri del fatto loro "Questi scemi non dicono nulla" e la situazione non è ancora cambiata.Ecco perche' le ecoballe stanno ancora li',devono decidere la torta come deve essere divisa e chi sono gli invitati.

Modificato da elvis - 31 Mag 2010 alle 17:25
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Sai come fare anche per tramutare l'acqua in vino? LOL
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Acqua in vino no,ma il vino in acqua si,comunque ci posso provare LOL,ma so dirti che cio che ho scritto è verita'.Adesso il problema è un altro:Quando si decise di eliminare le montagne di rifiuti,molte regioni che avevano i termovalizzatori (anche se a malincuore)dovettero aiutarci e le cose andarono bene ed in fretta,ma poi pensarono,... milioni di rifiuti giornalieri dopo l'emergenza dove portarli?Avevamo mezzo inceneritore e nulla piu'.Si decise allora per allegerire la situazione di ricorrere alla differenziata,ma giusto per rallentare un'altra emergenza rifiuti,purtroppo la differenziata funziona fino ad un certo punto.Allora sorge impellente la necessita' di trovare altri modi di disfarsi di tanti rifiuti,finche' non saranno costruiti almeno altri 5 termovalizzatori e ci vorranno secoli se la gente dice sempre che non li vuole.Morale della favola?Ritornera' lo spettro di un'altra emergenza rifiuti e noi vivremo ancora tra l'immondizia.Dead
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